giovedì 19 novembre 2015

ANTONIO FAGO: L'AMBIENTE COME RISORSA PER IL PAESE

È d'accordo Antonio Fago, presidente di Centro Studi Prospettive, nell'affermare che il Collegato Ambientale sia un provvedimento estremamente strategico per l’Italia che affronta a testata alta l'avvicinarsi di Cop21 di Parigi, sulla strada già tracciata dell’economia circolare. 

Il Senato ha dato così la  fiducia al testo ci avvicina a un risultato necessario: avere in tempi brevi l’approvazione definitiva anche alla Camera di un impianto di norme che, dopo un lungo passaggio parlamentare, è in grado di dare energia verde all'Italia. 

Il Collegato – continua  Fago – è un punto fermo nel contrasto al dissesto idrogeologico, con il fondo per la progettazione e con oltre 10 milioni di euro ai comuni che vogliono abbattere edifici abusivi costruiti in zone a rischio. Arrivano 35 milioni di euro per la mobilità sostenibile e si affronta il tema degli appalti verdi, con i criteri ambientali minimi cui le pubbliche amministrazioni devono attenersi per gli acquisti.

I nuovi impegni che arrivano poi sul fronte della bonifica dall’amianto, con oltre 15 milioni in forma di credito d’imposta per le imprese, misure per incrementare la differenziata e per l’accesso all’acqua delle fasce disagiate, oltre a novità come il ‘vuoto a rendere’ sperimentale e volontario per un anno e le multe per chi getta mozziconi a terra.

Le nostre città sono ricche di un patrimonio turistico di altissimo valore. Il nostro paesaggio, le  nostre coste, il grande patrimonio e i nostri beni culturali, le caratterisitche uniche dei nostri prodotti locali sono le premesse per una seria e perseguibile politica di sviluppo turistico finora asfittica e inconcludente per mancanza di idee e di programmazione. 
  
E il turismo può diventare impresa, ma solo se si forniranno strumenti e infrastrutture che permettano la crescita di iniziative imprenditoriali che potenzino i porti turistici, gli aeroporti, la grande viabilità, compito questo che certo non spetta ai comuni e che richiedere grandi investimenti. Ma guardi, che sono investimenti che poi ritornano sul bene della collettività". 

"Dunque dobbiamo orientare i nostri sforzi rivolgendoli alle grandi bonifiche: la fabbrica e il cittadino, dove posono convivere, non è detto che le fabbriche non possano farlo: devono farlo, per il bene di tutti. Bonifiche reali, come il ricambio dei filtri, il monitoraggio del territorio, il miglioramento della qualità del lavoro". 

"Se saremo in grado di fare questo avremo reso un ottimo servizio ai nostri figli. Avremmo fatto quello che fecero i nostri padri e nonni che nel dopoguerra con grande spirito di sacrificio riuscirono di fatto a ricostruire un'Italia competamente distrutta dai danni bellici, portandola a nuova vita a tutto vantaggio delle generazioni future".